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Degustazione Villa Santa, 2016 – Cantina Giovanni Terenzi

Vitigno: Passerina del Frusinate (Serrone – FR)

Gradazione alcolica: 13%

Di un colore giallo paglierino, con qualche riflesso dorato, dotato di limpidezza ottima. Roteando il calice, si formano i tipici archetti, le cui lagrime scendono piuttosto lentamente, a dimostrazione di una discreta consistenza e struttura del prodotto.

I profumi sono piacevoli, spiccato quello della buccia del lime, quello della pietra focaia (il degustatore avrà l’occasione di avvertire un piacevole soffio minerale), appena percepibile quello di anice, il tutto, almeno dall’analisi olfattiva, dà l’idea di aver di fronte un vino “rinfrescante”. Nessuna componente strettamente erbacea lascia presagire la presenza di una componente amaricante in bocca. L’intensità olfattiva, cioè l’entità del profumo che nel primo instante si avverte avvicinandosi al calice, è del tutto delicata.

In bocca si conferma quanto riscontrato al naso: sapido, fresco per via di una importante componente di acidità fissa, di persistenza non prolungata.

Abbinamenti: data la delicatezza del vino, è necessario che anche i piatti in abbinamento siano delicati, in particolare, per contrastare le componenti sapide e di freschezza gustativa, dovranno essere caratterizzati da una discreta tendenza dolce (attenzione, non stiamo parlando di dolcezza!) e grassezza.

Ottimo l’abbinamento con hosomaki rivisitati con mazzancolle, con presenza di una buona tendenza dolce dovuta alle mazzancolle e agli ingredienti necessari a preparare il riso giapponese, in particolare l’ottimo equilibrio tra l’aceto di riso e lo zucchero. L’abbinamento con la pietanza giapponese è perfetto anche dal punto di vista della persistenza, vino e cibo diventano un tutt’uno e si arricchiscono l’uno dell’altro.

 

Ottimo e particolare anche l’abbinamento con filetto di spigola, zest di lime e verdure croccanti con pomodorini confit: lo zest di lime richiama in maniera sorprendente il profumo della buccia del lime di questa passerina, da provare senza ombra di dubbio.

Il tentativo di abbinamenti con pietanze dolci piuttosto che tendenzialmente dolci è un insuccesso; la prova con focaccia bianca di farine miscelate di tipo 0, 1 ed integrale, cosparsa di burro e abbondante miele di acacia genera in bocca una sensazione amarognola spiacevole, il vino diventa addirittura piatto e amaro.

Il calice da scegliere per degustare tale vino non deve essere ampio.

Filippo nasce il 17 Febbraio 1976 a Ragusa, da cui si trasferisce nella provincia di Latina in tenera età. Consegue una Laurea in "Ingegneria Meccanica" presso l'Università "La Sapienza" di Roma nel 2001 e nel 2007 diventa Sommelier AIS presso la sede di Latina. Dal 2007 collabora e si confronta con varie cantine della provincia di Latina e partecipa a svariate manifestazioni con banchi assaggi in cui vengono presentate realtà vinicole nazionali. Ha una propensione particolarmente spiccata per l'abbinamento cibo-vino, effettua corsi e degustazioni pratiche per spiegare le dinamiche che si celano dietro tale argomento.

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